La riflessologia ha origini remote.
La storia ci rimanda indietro nel tempo e in luoghi molto diversi.
Era praticata dagli nativi americani ed ancora oggi è una disciplina che quei popoli continuano a tramandare alle nuove generazioni. In Cina e India si ritorna indietro di 5000 anni.
Nella tomba di Akhamahor meglio conosciuta come la tomba del medico è stato rinvenuto un dipinto murale che riporta un trattamento di riflessologia datato 2.330 a.c.
In Occidente questa tecnica è stata riscoperta per merito di un medico statunitense, il Dott. W. H. Fitzgerald (1872-1942). Egli divenne il padre della moderna riflessologia plantare riuscendo a dimostrare a livello scientifico i risultati positivi che per anni si registravano solo a livello empirico.
Nel 1902 quando era un otorinolaringoiatra ormai affermato iniziò a sperimentare la riflessologia esercitando delle forti pressioni sulle dita delle mani per lenire il dolore.
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I suoi studi durarono circa 15 anni e culminarono con la pubblicazione del libro "Terapia zonale come alleviare il dolore in casa".
Il Dott. Joe Shelby Riley proseguì il lavoro di Fitzgerald insieme alla sua collaboratrice Eunice Ingham. Quest'ultima si appassionò a tal punto da iniziare lo studio della riflessologia del piede.
Dopo anni di studio la Ingham apportò due notevoli progressi alla disciplina: esercitava le pressioni sul piede usando solo le dita delle mani e principalmente il pollice ed inoltre tracciò la prima mappa zonale del piede in rapporto con gli organi del corpo.
Il suo lavoro venne riportato nei suoi due libri "Le storie che i piedi possono raccontare" e "Storie che i piedi hanno raccontato".
Nel dicembre del 1974 all'età di 85 anni Eunice Ingham morì lasciando diversi discepoli tra cui Hanne Marquardt che fondò il Germania una scuola di riflessologia del piede.
Il resto è storia recente...